Mani nell'argilla, cuori connessi

Mani nell'argilla,
cuori connessi

Un laboratorio di creta nella scuola secondaria I. C Randi
diventa un gesto d'amore per Il Sorriso di Giada

Un sorriso nasce timido su un volto e, passando di compagno incompagno, finisce per illuminare tutto il gruppo.
C'è qualcosa di antico e di profondamente umano nel gesto di affondare le mani nell'argilla.
Un gesto che richiede presenza, lentezza, cura, qualità rare in un tempo dominato dalla velocità digitale.

Ed è proprio attorno a un tavolo di laboratorio, con le dita sporche di terra, che è accaduto qualcosa di straordinario: un gruppo di studenti con Bisogni Educativi Speciali ha trasformato la creta in uno strumento di bellezza, solidarietà e appartenenza.
Il progetto, nato all'interno di un percorso scolastico dedicato all'inclusione, ha visto collaborare fianco a fianco ragazze e ragazzi BES in un'esperienza laboratoriale che ha saputo andare ben oltre la semplice attività manuale.
Non si trattava di produrre oggetti: si trattava di costruire relazioni, abbattere distanze, scoprire che lavorare insieme, anche quando è difficile, anche quando il pezzo si storce e va rifatto, è già di per sé una forma di cura reciproca.
Il lavoro finale ha preso la forma di una targa, realizzata interamente dagli studenti e dedicata all'associazione Il Sorriso di Giada.

Un gesto semplice e potente al tempo stesso: scegliere di donare il frutto del proprio impegno a chi, ogni giorno, si spende per gli altri.


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